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Pandora - Alessandro il vecchio e il mare

L'AUTORE
Giovanni Bilotti è nato alla Spezia e vive a San Terenzo di Lerici (Sp). Ha pubblicato diverse raccolte di liriche, racconti e altro. Nel 1986 una università inglese gli ha conferito una laurea h.c. in scienze umanistiche. Finalista al Premio Viareggio 1986 con la silloge di versi I ragazzi del campetto e, nel 1992, con Dettagli. Suoi libri sono stati scelti come testi scolastici. Con le Edizioni Cinque Terre ha dato alle stampe la prima Storia della Letteratura Spezzina e Lunigianese e, recentemente, testi riveduti di opere precedenter fortuna. Gli manca un romanzo ma è un uomo molto paziente soprattutto con se stesso. Restiamo perciò un attesa... Andrea Derchi è autore, insieme a Marco Biggio, di Simenon in Italia (Edizioni Cinque Terre, 1998), di cui è appena uscita la terza edizione. IL LIBRO
Alessandro è un ragazzo vero, sensibile e dotato di tutte le qualità che già da bimbo manifestava quando, per qualche anno, ha dimorato a San Terenzo. Il mio piccolo vicino giunse proprio all’inizio del 1991 dalla calda Capua, a poche settimane dalla nascita avvenuta prima di Natale. È difficile dire come o perché certi affetti possano occasionarsi ma è certo che quando nel 1994 i genitori di Alessandro decisero di rientrare nella loro città l’affetto per quel bambino era davvero grande. E così dura, per quel “bimbo” che ora ha 19 anni e ancora mi canta nel cuore. Anche fra queste pagine scorre insieme a quel nome che ricordi m’accende. Tanti, tanti davvero e tutti sorridenti sono i ricordi che Alessandro evoca e ringrazio per la gioia avuta in regalo. So che ha conosciuto momenti di sofferenza, ma lui è un ragazzo coraggioso, forte. Ha saputo reagire, anche se le ferite sono ancora lì, a ricordargli il dolore. (dalla Premessa)

LE PRIME PAGINE
C’era una volta un vecchio in una casa vicino al mare dove il sole, soprattutto d’estate, svoltato l’angolo del castello, andava ogni mattina a posarsi. Il vecchio si stava convincendo che, forse, non avrebbe conosciuto le gioie di essere nonno. E allora, sempre più spesso, ripensava ad Alessandro, il bambino che più di altri gli era rimasto nel cuore. Una sera d’estate, mentre guardava proprio dei bambini giocare sulla spiaggia nei pressi del castello, si sentì battere una mano sulla spalla e apostrofare: – Sei proprio diventato vecchio, stai ridendo da solo. A quelle parole il vecchio si scosse e con la mente ancora piena di ricordi, spiegò all’amico sopraggiunto e a chi l’accompagnava che gli era venuto da sorridere nel ripensare a un bambino di nome Alessandro che scendeva anche lui in quella spiaggia a giocare, al tempo in cui abitava lì in paese. Incuriosito, allora, l’amico gli chiese perché quel bimbo gli fosse così vivo nel cuore. Alessandro, rispose il vecchio, era ed è un tipo speciale. Non ci sono parole che possano definirlo. Tutto di lui è particolare. Come è singolare il paese in cui è nato. Un posto dove il caldo, d’estate, è così intenso che gli abitanti (originali quanto quel paese), ai rintocchi del mezzogiorno, si precipitano per le strade con i tegamini in testa (olio e sale a parte) per cuocersi al sole le uova per il pranzo. Certo succede se dal cielo non piove e quando le nuvole non giocano a nascondino con il sole. Lo dicono, con molta decisione, numerosi e sicuri testimoni che giurano e spergiurano di aver visto con i propri occhi, il sole friggere le uova in quel modo. Il risultato è garantito soprattutto per la quantità di teste calde che ci sono in ogni paese. E se a qualcuno, sentita questa storia, venisse in mente di dire che la cosa non lo convince per niente, bè, risponderei di stare molto attento, di pesare bene le parole, anzi, di starsene zitto, tanto io a quei testimoni credo, poiché sono convinto che, come tutti i personaggi delle favole, anche quelli di questa storia, dicono solo il vero. Ma basta con le ciarle. Dicevo del paese dove Alessandro è nato e dove, dopo una breve parentesi vissuta in riva al nostro mare, è da qualche tempo tornato ad abitare. Felice e contento. Quel paese, ci tengo a precisarlo, è un paese serio, dove il calore non solo cuoce le uova, ma anche tutto ciò che di cotto si deve mangiare. È un paese, fra l’altro, dove, meraviglia delle meraviglie, la gente mangia la pizza (forse non ci crederete) come è solita fare: con gusto, leccandosi le dita. E così le fave col salame: con ingordigia. Un paese dove i dolci piacciono a vecchi e bambini, dove si vende tanto formaggio, ma anche lupini e anguria. Dove, quando piove, aprono l’ombrello (se la prudenza e il buon senso li hanno spinti a portarlo, altrimenti si bagnano). Insomma, credetemi sulla parola, non cercate altre conferme in giro, ve lo ripeto: è un paese serio. Per me è addirittura un esempio. Ma se proprio qualcuno vuole insistere, chieda al proprio cuore o al mare e al vento se ho ragione: ben conoscono loro le storie del mondo, i segreti della gente e delle cose. Comunque, Alessandro, avendo forse intuito qualcosa o semplicemente perché così doveva andare, appena aperti gli occhi al mondo e visto in quale paese era capitato, avvertì un gran caldo (era proprio il mese in cui i Re Magi avevano iniziato il loro fantastico viaggio) e fu felice delle bufale e del formaggio. Poi, quasi per incanto, percepì come la mancanza di un qualcosa a lui sino ad allora familiare: il dolce muovere dell’acqua, quel potersi girare e rigirare, come un pesce, in pancia alla sua mamma.

Giovanni Bilotti
"Alessandro il vecchio e il mare"
43 pagine - € 4,90 - 2010