Una delle caratteristiche
che emerge da tutto il libro è il suo pessimismo, anche se mai catastrofico,
ma permeato da "un raggio di sole". Sta qui la forza di convincimento del
tuo messaggio: tra tutte le brutture esiste nella vita di tutti un luogo
immacolato, un'isola della felicità simbolo della ricerca incessante
dell'uomo di sempre che non si accontenta più di facili soluzioni, di
gratificanti verità valide per tutti e per sempre. È un messaggio di
speranza che nasce dalla tua esperienza di vita mai semplice, ma che ti ha
donato il lucido e sofferto convincimento della bellezza della vita che
bisogna amare e perseguire nonostante tutto, sempre.
Penso che si possa individuare l'inizio di questo percorso nella recente
esperienza di dolore. C'è una poesia significativa al riguardo, "Il mare
della tranquillità". In essa si esprime l'angoscia esistenziale che opprime
l'animo di fronte alla sperimentazione del dolore che non prevarica né
dilaga per la tua ferma capacità di reazione del male. Di qui una nuova
consapevolezza ed una maturità inedita.
Di qui l'individuazione di valori guida quali l'amore per tutto e per tutti
soprattutto per i meno forti, la solidarietà per i più deboli e per quelli
che non hanno sposato i miti di una società consumistica, intollerante e
spesso violenta; di qui, infine, l'auspicio per un mondo migliore che superi
il volontarismo gratuito del "vogliamoci bene", ma che si incarna in un
progetto politico reale, così richiesto da quanti soffrono per
l'incontenibile progresso che macina tutto, fino all'annnientamento totale
dell'umanità.
Sono messaggi moderni eppure antichi come l'uomo, che sta proprio all'uomo
individuare nella storia "tra le pagine chiare e le pagine scure". Di qui
l'invettiva iconoclasta contro ogni barriera fisica, razziale e religiosa
che va contro la vita, e contro l'eternità dell'uomo: "ma il mio nome non
cambia, io mi chiamo uomo e dietro ogni mio gesto, sguardo parola c'è
l'eternità che va oltre".
Stefano è uno spirito libero ed ama identificarsi con il falco "che vola tra
i Canyons del Colorado" ed aspira ad una vita "intensa come il suo fischio,
acuta come la sua vista, potente come i suoi artigli".
Non sfugge in questa raccolta il tema ricorrente del viaggio che dà il
titolo al libro. Sono viaggi metafisici, immaginari pensati dal tuo
cantuccio, dal quale non ti sei più mosso da anni. Viene in mente la poesia
di un grande escluso dalla vita: "sempre caro mi fu quest'ermo colle e
quella siepe che tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma
sedendo e mirando interminabili spazi di là da quella e sovrumani silenzi e
profondissima quiete io nel pensier mi fingo; ove per poco il cor non si
spaura".
Dalla constatazione dell'esclusione della vita nasce prepotente il bisogno
di vita, ed ecco poesie come: "Viaggio verso il Mitron" un pianeta della
fantasia, un mondo dove tutti ci sentiamo liberi, senza remore e senza
dubbi, e il viaggio incessante del treno della vita che nella sua fretta non
si accorge neppure della tua piccola stazione di paese, e del tuo grande
bisogno d'amore; oppure il viaggio ultramondano del tuo grande amico e
compagno di sventura di cui ricordi la speranza di vita, che, come una
stella, continua a brillare. Ti auguro che un giorno le stelle che non sono
cadute si ricordino di te e di tutte le altre che non ci sono più. O il
viaggio augurato con infinita tenerezza e commozione all'amico caro assalito
da un male incurabile "quando tu partirai io non ci sarò, voglio essere sul
mare e credere che tu abbia preso un veliero diretto ad una isola che forse
non c'è, ma che sicuramente riconosceremo quando vedremo un gesto d'amore di
una madre, di un padre ,di un vero amico, ovunque c'è amore.
Mario Bagnoni
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