
Armando Napoletano
"Santa Domenica"
192 pagine - € 12,00 - 2006
"Quello che vi accingete a
leggere, nella realtà, non è un libro, ma semplicemente un luogo dove le
parole hanno deciso di incontrare il pallone. E lo fanno creando insieme
qualcosa di onirico ed infantile allo stesso tempo. È una sorta di bonaccia,
diventata aria pulita, dove le bandiere fasciano lo stadio tutto, il sole
caccia la nuvolaglia e bacia le teste di mille e mille tifosi di ogni
genere, lo spettacolo torna di straordinario fascino.È il costume di un
popolo ed in questo caso di una città che per ben due volte in pochi mesi, e
non lo avrebbe mai immaginato, si è tuffata per far festa nella fontana
principale, quella di piazza Europa. Ho provato a descrive il tutto,
facendomi aiutare da moltissimi ed è giusto che se ne sappia.."
Leggi "Il giorno che
vinsi i mondiali"
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di Javier Zanetti
Leggi "Il più semplice
grazie!" di Paolo Ponzo
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Armando Napoletano
"Footballers"
122 pagine - € 10,00 - 2005
Armando Napoletano è nato a
Chivasso provincia di Torino, il 30 settembre del 1961. Sposato con
Alessandra, ha una splendida bambina che si chiama Alice. Collaboratore del
“Secolo XIX” di Genova e corrispondente di “Tuttosport”, ama il calcio,
Woody Allen, la letteratura sportiva, Galeano e Soriano. Giocava
centravanti, gli dissero di smettere perché segnava tanti gol quanti ne
sbagliava. Tifava Torino, ma gli spiegarono che non avrebbe vinto nulla.
Allora scelse Gianni Rivera. Dice sempre che fare il giornalista è un lungo
viaggio tra il piacere ed il dovere.
Fabio Lugarini ha 25 anni e da quattro è redattore del quotidiano on-line
CittàdellaSpezia.com. Laureando in filosofia, segue lo Spezia da sempre ed è
tifoso del calcio, non dei suoi manager. Ama il cinema dei Monty Payton, la
lucidità di Freud, Moravia e Sonic Youth.
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Fulvio Andreoni
"SportSpeziaSport"
192 pagine - € 12,00 - 2005
Si comincia dalla fine
dell’Ottocento, con il sipario che si apre sull’Unione Fraterna,
luogo di convegni e appuntamenti sportivi. Si va avanti
scivolando tra una miriade di piccoli e grandi eventi che hanno
fatto la storia dello sport in questa città. Ancora una volta
Fulvio Andreoni ci regala quegli spiccioli di memoria che vanno
a formare il quadro di un mondo che nonostante tutto per molti
rimane mitico e affascinante, regalando un dono prezioso alle
nuove generazioni di sportivi.
Dal calcio al pugilato, dal tennis alla ginnastica, dal nuoto al
tiro con l’arco: ogni evento, piccolo o grande, rappresenta
un’occasione per riflettere sulla strada percorsa dallo sport
spezzino e sui tanti campioni che hanno costellato la sua storia
centenaria.
Quella raccontata da Andreoni si ferma alla metà del secolo
scorso, sicché ognuno potrebbe attingere alla memoria personale
per completarla ma la serie di aneddoti offerti dall’autore
merita veramente l’attenzione di qualsiasi amante dello sport.
L’autore ce li offre come il regalo più prezioso che potesse
fare alla sua città.
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Armando Napoletano
"Quelli che il
Picco"
221 pagine - € 12,00 - 2004
Ogni volta che entro al "Picco",
il profumo dell'erba, della vegetazione circostante, dei
canacipri che costeggiano il muro che lo divide dalla piscina,
mi riporta indietro nel tempo. A quando in pantaloni corti mio
padre mi portava a vedere gli aquilotti, perché quello era il
premio che chiedevo per un qualcosa di buono che avevo fatto a
scuola. Non c'erano le curve, ma dove ora sorge quella Ferrovia,
il prato e i campi da tennis. La gradinata era scoperta, ma la
tribuna era e pare lo sarà ancora per molto, la solita. Un
fascino indescrivibile ha sempre avuto questo stadio in centro
città, raggiungibile a piedi, per me che mi vanto di avere la
spezzinità fino al midollo e che mi porta a dire ogni volta che
mi reco a casa di mio figlio a Fabiano Alto, una battuta:
"Vengo volentieri da te, perché passo davanti al tempio!".
Paolo Rabajoli
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dell'autore -
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libro
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Armando Napoletano
"Undici uomini appesi a un filo"
105 pagine - € 8,00 - 2004
"A chi scrive sembrava
tutto veramente nuovo, lo stadio come un'aeronave di sole, poi cominciò la
partita ma non fu tutta una frenata.
Sono entrato per la prima volta in uno stadio che avevo nove anni. Papà, che
era stato portiere, che più che all'autentico valore doveva guardarsi da mia
madre, costantemente appostata dietro la sua porta, mi volle con lui al
vecchio "Comunale" di Torino. C'era Torino-Milan, il giorno prima rinviata
per neve. Ricordo anche fosse gennaio, il mese della ripresa delle scuole
dopo le feste ed i regali. Sì, lo stadio mi sembrò una splendida aeronave,
immensa, gelida, ma accogliente, con il freddo che ti entrava nelle ossa".
Leggi la nota
dell'autore - "Grazie di tutto, Martellini"
- Leggi la
prefazione di Nando Martellini
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S. Stradini
"Le foto
della Curva Ferrovia"
67 pagine - € 12,00 - 2004
Leggi la prefazione di
A. Napoletano
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Armando Napoletano
"Un giorno
di allarmi aerei" (seconda edizione)
130 pagine - € 10,00 - 2002
L'amore per una maglia, la fede
incrollabile per una squadra di calcio, i ricordi più belli ed intensi,
magari lontani, di gesta vissute poi raccontate.
Un patrimonio unico da custodire gelosamente, racchiuso nel cuore di ogni
tifoso dello Spezia. Momenti esaltanti e momenti bui, imprese eroiche da
libri di storia, la storia dello sport. Lì c'è un capitolo dedicato allo
Spezia. Lì uomini in campo, di fronte il grande Toro di Valentino Mazzola,
intorno una guerra, la sofferenza, la fame, la distruzione ma anche un
esaltante attimo di gioia in mezzo a tanto dolore. Un pallone che entra in
rete, l'esultanza di quei giocatori dentro l'Arena. L'Arena di Milano,
teatro di una delle pagine più gloriose dello sport italiano, scritta dai
Vigili del Fuoco della Spezia. Uno scudetto vinto sul terreno di gioco,
lottando sino all'ultimo secondo, che solo oggi però, nel 2002, ha trovato
la giusta e meritata consacrazione, la ribalta nazionale. Un sogno lungo 58
anni che è diventato realtà per premiare, soprattutto, giocatori, uomini che
hanno sfidato bombe, hanno rischiato le loro vite, hanno temuto per le loro
famiglie, ma alla fine sono tornati a casa da vincitori con uno scudetto in
tasca. E ora quello scudetto va messo lì proprio su quella maglia bianca che
resiste, fiera, dal 1906 e che è cucita addosso ad ognuno di noi. Poche
righe, dunque, per celebrare un evento, per ringraziare chi si è battuto con
coraggio su un campo di calcio e chi ha contribuito a tagliare questo
prestigioso traguardo tricolore.
Paolo Paganini - giornalista Rai
Leggi il
prologo dell'autore -
Leggi la
prefazione di Antonello Capone
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premessa "La storia dello Spezia"
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Armando
Napoletano
"Aquilotti si nasce"
82 pagine - € 8,00 - 2001
Questo libro è stato scritto per chi ama lo
Spezia, per chi non lo conosceva, per chi adora lo Spezia, per chi aspetta
da cinquantun anni che lo Spezia ritorni in serie B e per chi aspetta da
cinquantasette anni che la Federcalcio proclami lo Spezia campione d'Italia
1944. Trattasi di un sacrosanto atto di giustizia che deve essere compiuto
nei confronti di una città che sinora una colossale ingiustizia ha patito.
Armando Napoletano ha ragione: Aquilotti si nasce. Ma Aquilotti si può anche
diventare scapicollandosi su e giù per queste pagine che mescolano passione
e delusione, amore e ansia, gioia e fibrillazione. Ogni riga scava dentro la
storia di una squadra che è il simbolo di una città, anche se lo Spezia non
è e non può essere considerato soltanto una squadra di calcio. È
l'espressione più viva e più genuina di uno spirito popolare che resiste ad
ogni mistificazione del calcio e ad ogni male che viene fatto al calcio,
usando siringhe e provette, passaporti falsi e prove tv, polemiche inutili e
parole vacue.
Lo Spezia e La Spezia sono un binomio di cemento armato, fuori e dentro lo
stadio Picco rifatto per metà che non frena né le cariche dei diecimila né
la voglia di stare sempre accanto alla propria squadra stringendosi l'uno
accanto all'altro nel nido dove nascono gli Aquilotti.
Xavier Jacobelli
Leggi la
presentazione di A. Lualdi
- Leggi
un estratto
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Armando Napoletano
"Il ritorno
delle Aquile"
121 pagine - 35 fotografie - € 10,00 - 2000
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prefazione -
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"Un uomo chiamato Zanoli"
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"11 luglio 1999: comincia l'avventura"
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Armando Napoletano
"L'estate
di Fausto Coppi"
52 pagine - € 5,00 - 1997
Non ho mai avuto la fortuna di incrociarmi con il mito di tutti, Fausto
Coppi. Io nascevo nel 1961 e lui era scomparso l’anno prima, portandosi
dietro anni di storia.
Fausto è stato un idolo per il pubblico di tutta Italia, ogni sua corsa è
rimasta un’impresa che ha fatto sognare. Forse ha regalato a tanti la voglia
di salire in bicicletta, anche se io ancora oggi dico sempre ai giovani di
andarci cauti col ciclismo. Bisogna pensarci bene, prima di affrontare
questo sport, che all’inizio può essere solo un divertimento. Poi la
tensione sale, diventa agonismo ed allora sono pochi quelli che emergono.
Io, il mio ciclismo, l’ho vissuto inizialmente sulle strade di casa, da dove
mi spostavo (e mi sposto ancora) per gli allenamenti: in inverno le due
ruote mi portano verso la Toscana, il sole dei litorali di Massa e di
Carrara. Ma a primavera girovago ovunque, fino alla Lunigiana, Borghetto,
Sesta Godano, Varese Ligure. Su queste strade sono cresciuto e mi sono
forgiato anche grazie ad un campione come Graziano Battistini. Sì, lo
rimpiango ancora oggi. Fu lui a mettermi in bicicletta, finché non passai
tra i professionisti; tra i tredici e i sedici anni ho corso nel Gruppo
Sportivo del Termo, dove anche Graziano era nato sportivamente ed ove
risultava al tempo consulente tecnico. Fu ancora lui a farmi passare da
professionista all’Atala, anche grazie alla grande amicizia che aveva con
Cribiori. Io ero appena un ragazzo, lui sarebbe morto qualche anno dopo non
senza lasciare un grande vuoto. Le strade di casa, ancora, mi hanno dato
questa vita, così perfette come sono: pianure, tracciati misti, le salite,
il clima favorevole. Da qui sono passato in maglia rosa nel 1988, dopo aver
conquistato il primo posto al Giro nella tappa di Rodi Garganico ed averlo
difeso anche a Sarzana e S. Stefano. Qui corro ancora oggi. A Pugliola, dove
Coppi dominò in quel 1939 raccontato da Napoletano, vinsi anch’io, poco più
che maggiorenne, in un circuito Juniores che si arrampicava fino a Bacano.
Da qui sono partito con tanta passione e dovere di sacrificio, da tifoso di
Moser; oggi, che ho ancora voglia di dire la mia, ma da saronniano, spero
solo che queste strade regalino ancora soddisfazioni a tanti e tornino, come
un tempo, a far osare i campioni. (Massimo Podenzana)
Leggi "6 agosto 1939:
Pugliola-Pugliola"
- Leggi "Carletto
Bergoglio: chi era costui?"
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Armando
Napoletano
"Lawn
Tennis Spezia"
ESAURITO - 1992
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Armando
Napoletano e P. Peveri
"Spezia,
calcio e dintorni"
ESAURITO - 1992
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