Quei vigili del fuoco
capaci di giocare con la linea gotica
La Spezia e la squadra dei Vigili del Fuoco guidata da Barbieri
(inventò il libero) meritavano un riconoscimento ufficiale: furono artefici
del mantenimento di un sia pur anomalo campionato di calcio. Dopo
l'armistizio dell'8 settembre '43 l'Italia era divisa in due tronconi
marcati dalla linea gotica: al di là gli alleati, al di qua i tedeschi. E in
quella situazione geografica era difficile organizzare un campionato. Ma il
torneo si fece, con gli spezzini campioni del "Torneo Alta Italia". La
Gazzetta da tempo si è schierata a favore del riconoscimento, lanciando
l'idea dello scudetto d'onore, di un fregio che riconoscesse ufficialmente
l'impresa. Per questo "titolo" a La Spezia si è pure costituito un comitato
animato da Napoletano, Rabajoli, Pandullo, Pagano e Garbini. Già Carraro,
quand'era presidente del Coni, si diede da fare per appurare i fatti e le
circostanze, ma demandò la questione all'organo istituzionale che poteva
decidere, la Federcalcio. Per poter decidere è dovuto tornare lui.
Tutto si è giocato sui comunicati ufficiali della Federcalcio e sui resocon
ti dei giornali, partendo dal presupposto che dopo l'armistizio del '43 era
difficile organizzare un campionato per tutta l'Italia. Vinsero i Vigili del
Fuoco di La Spezia superando il potente Torino. Ma il giorno dopo
l'assegnazione del titolo, la Figc non lo omologò come scudetto, forse
(dicono) anche perché troppo forte era l'influenza dell'allora Torino, che
infatti rimase campione in carica per aver vinto nel '42-43. Eppure i
giornali parlarono in termini chiari di un torneo valido a tutti gli
effetti: "Lo Spezia ha vinto il campionato italiano di calcio" titolarono. E
nei comunicati della Federcalcio mai è stato scritto che quel torneo non
fosse un vero e proprio campionato. Il 4 settembre 1943, pochi giorni prima
dell'armistizio, la Figc scrisse che "non è possibile effettuare il
campionato nazionale secondo la formula della stagione decorsa". E
successivamente sancì: "In conformità alle direttive del Coni si organizza
il campionato di divisione nazionale misto". E nell'aprile del '44,
terminati i gironi regionali, sempre la Figc: "Per lo svolgimento e la
classifica dei gironi, valgono le norme generali del regolamento del
campionato".
In quegli anni anche il resto d'Europa era in pieno conflitto, eppure si
assegnarono regolarmente i titoli a termine di campionati animati: in
Francia fu dichiarato vincitore il Lens anche se si giocò con 16 invece che
con 32 squadre, in Irlanda lo Shamrock, in Belgio il Royal Anversa, in
Germania il Dresda, in Austria il Vienna, in Ungheria il Ferencvarocs.
Insomma, solo in Italia, dopo la conclusione, si disse che quello scudetto
non valeva nulla. é arrivato il giorno in cui è stato posto rimedio. Ci sono
voluti 58 anni.
La Gazzetta dello Sport del 23 gennaio 2002
Antonello Capone
|