I LETTERATI SPEZZINI NON FAN LETTERATURA - PRESENTAZIONE
 

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Il titolo di questo libro di Salvatore Amedeo Zagone "I letterati spezzini non fan letteratura", considerato in assoluto, a sè stante, ha l'apparenza d'un paradosso o d'un'antinomia. Sarebbe infatti come dire, per esempio, i gelatai non fan gelati, oppure i birrai non fanno birra. Cioè i gelatai non sono gelatai, nè sono birrai i birrai. E allora?
Io sapevo che l'autore era impegnato in un lavoro d'argomento letterario spezzino in quanto me ne aveva parlato; non conoscevo però l'assunto e meno che meno il titolo. Lo appresi quando, garbatamente, Zagone m'invitò a scrivere la prefazione.
Confesso d'essermi trovato dibattuto tra perplessità e fortissima curiosità. Fu quest'ultima ad avere la meglio ed accettai non solo per amicizia; ma per la stima che nutro verso lo scrittore.
Ora sono molto soddisfatto di non essermi tirato indietro perchè l'opera è valida, interessante e, direi, destinata a colmare un vuoto purtroppo esistente. Essa illustra la tesi che i letterati spezzini, numerosi e produttivi in ogni epoca, in genere non hanno fatto e non fanno... letteratura vernacola. Ma non finisce lì.
Il saggio percorre altri sentieri e collega argomenti diversi con quello base della letteratura poichè tratta altresì di sociolologia, di storia cittadina, di cultura e di civiltà. Rapporta, ad esempio, il tema artistico-letterario con l'attività del giornalismo ed imposta una rivisitazione critica, attenta quanto scrupolosa, dei principali organi di stampa locali dal l865, quando uscì il primo giornale spezzino, ai nostri giorni.
Il libro è infine corredato d'una ricca scelta di materiale iconografico attraverso il quale l'autore persegue la finalità di mettere a confronto, in una specie di paragone ideale, la Spezia d'ieri con l'attuale fissando i punti di partenza e d'arrivo nel primo e nell'ultimo stemma della città. Singolarissima mi è poi parsa l'idea, conclusivamente partecipata da Zagone, di saltare a pie' pari le numerose e complicate ipotesi riguardanti l'etimologia del nome Spezia, che per lui sarebbe un acrostico. Il seguente:

S opra
P ortovenere
E siste
Z ona
I ntegralmente
A prica.

Approfittiamone e, all'ombra d'una palma, immergiamoci nella piacevole, corroborante lettura dell'opera di Salvatore Amedeo Zagone dedicata al deferente ricordo della professoressa Maria Rivarono, uno dei pilastri del Costa d'un tempo.

Enrico Colombo


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