È
impossibile affrontare la lettura dei Canti leopardiani senza conoscere,
almeno nelle sue linee sommarie, la straordinaria ricchezza morale e
sentimentale di un'esperienza biografica così complessa e ricca di sviluppi
quale fu quella del nostro poeta: un'esperienza biografica tanto povera e
nuda di fatti quanto animata e impegnata nei suoi aspetti interiori,
intellettuali, umani in senso organico, quanto cioè ricca di significati
storici e ideali e di condizioni e tensioni che furono proprie dell'età
travagliata e drammatica entro cui Leopardi si colloca. E certo a fornirci
tutti i riferimenti necessari alla ricostruzione della personalità
leopardiana, del suo pensiero, della sua storia effettiva, sarebbe
indispensabile un discorso assai più lungo e complesso di quel che qui è
possibile offrire. Ma almeno ci preme abbozzare un disegno generale, entro
cui i vari momenti della poetica e della poesia acquistino luce e
significato dalla indicazione dei punti nodali, degli sviluppi fondamentali,
di una lunga meditazione sulla vita, sull'uomo, sui problemi del conoscere,
dalla indicazione cioè di quel sottofondo di pensiero che è la condizione
più organica della poesia leopardiana. A tal fine, cercheremo di seguire lo
svolgersi di tale tensione poetica attraverso la utilizzazione di alcuni
luoghi dello Zibaldone, delle Operette morali, e soprattutto attraverso
l'importantissima testimonianza delle Lettere.
Poiché l'epistolario del Leopardi non è, o non è soltanto, documento, nel
senso d'un biografismo esteriore o d'una confessione oggettivamente fedele
di fatti e di sentimenti, e non è nemmeno opera d'arte, nel senso di
attività organicamente governata da intenzioni espressive, sarà certo più
conveniente richiedere alla sua ben più essenziale qualità documentaria il
valore e il criterio di una storia interna dell'anima leopardiana, la
testimonianza (da cogliere e prospettare) di una carriera spirituale e la
possibilità di coglierla attraverso spunti e riferimenti e suggestioni e
sfumature e anche reticenze e deformazioni e silenzi che solo in un àmbìto
siffatto possono risultare indicativi. In tal senso, l'unità delle lettere è
lo svolgimento medesimo della spiritualità leopardiana, considerato nei vari
aspetti in cui si rivela la sua destinazione più autentica, il complesso,
storicamente disposto, dei momenti di una eccezionale sensibilità, la
prospettiva dei modi e dei tempi di un singolarissimo travaglio umano e
sentimentale.
In questi termini, di una lettura stilistica o psicologica in funzione
storica (che cioè, metodicamente dialettizzando nel tempo i motivi più
salienti del pensiero e della poesia leopardiana col presupposto psicologico
e spirituale che ne nutre la tensione e la qualità, contribuisca a disegnare
- su un piano di documentazione intimamente legata ai risultati più alti e
indispensabile a chiarirne il sottofondo umano - una organica storia della
personalità leopardiana), l'epistolario potrà assumersi come conferma e
verifica, ma anche avvio e suggerimento, di una prospettiva critica che si
costruisce da più lati e che tutta l'opera leoperdiana autorizza a
disegnare.
E in verità, partendo appunto dalle Lettere con un criterio che prescinda
dal mero valore documentario e biografico e insieme dalla pretesa esclusiva
di isolare e accentuarne la resa espressiva, sibbene con l'intento di
utilizzarne i dati, i modi e i toni in funzione di una storia interna
dell'anima leopardiana, questa (carriera umana e spirituale) ci sembra
prospettarsi lungo un iter tematico, psicologico e stilistico, di cui
l'esperienza delle Operette costituisce il centro di differenziazione e di
rilancio su basi nuove. Come altrove così anche nelle lettere una distanza
profonda separa il Leopardi degli anni giovanili dal Leopardi
post-Risorgimento: una sostanziale differenza di stati d'animo e di modi
spirituali il cui punto di crisi e di svolta è da cercarsi nel fondamento di
una ricerca intellettuale, che, come prima - frammentariamente e
disorganicamente perseguita - si riversava a inquinare l'onda sentimentale e
ne colorava in un certo senso il concreto atteggiarsi espressivo, così dopo,
in certo modo soddisfatta e conchiusa, genera una rassegnata e virile
persuasione morale e un sentimento nuovo della vita.
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