La Spezia e la guerra civile spagnola

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La Spezia e la guerra civile spagnola

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Descrizione prodotto

Il volume, utilizzando documenti d’archivio, stampa coeva e i risultati della letteratura, intende descrivere la partecipazione delle istituzioni, del fascismo e della cittadinanza spezzini alla guerra civile spagnola. Si è trattato di una partecipazione attiva, che ha visto la base militare cittadina divenire un punto di riferimento per la strategia dell’Italia fascista a favore dei generali nazionalisti spagnoli. Molti furono gli spezzini che presero parte al conflitto: chi perché attratto dalla possibilità di facili guadagni e avanzamenti di carriera, chi per spirito di avventura (che taluni avevano già sperimentato partecipando alla guerra d’Etiopia), chi per combattere il comunismo. A mobilitarsi fu anche il locale mondo antifascista, per il quale, di contro, la sollevazione dei generali nazionalisti fu occasione per difendere la repubblica spagnola da derive fasciste.

Introduzione

La guerra civile spagnola è uno degli eventi maggiormente caratterizzanti il Novecento. Universalmente ritenuta il prologo del secondo conflitto mondiale, essa catalizzò tutte le tensioni dell’Europa degli anni Trenta, dominata dall’incapacità delle democrazie liberali di tenere a freno la politica aggressiva dei regimi fascisti italiano e tedesco. Tensioni e inquietudini si moltiplicarono in tutta Europa, colpita dai pesanti effetti della crisi economica del 1929, effetti che parvero annunciare un imminente crollo del sistema capitalistico e rinvigorire le speranze dell’avvento di una rivoluzione comunista anche al di fuori dei confini della Russia sovietica. In tale contesto, nell’estate del 1936, divampò il fratricida scontro spagnolo, capace di assumere, fin da subito, i tratti di una guerra ideologica: comunismo contro fascismo, democrazia contro dittatura. Francia, Unione Sovietica, Italia e Germania (che sperimentò sui cieli spagnoli l’efficacia della propria aviazione) inviarono aiuti ai combattenti, internazionalizzando così la guerra. Per l’Italia fascista, reduce dal fulmineo successo sull’impero etiopico, il sostegno ai nazionalisti spagnoli si inseriva nell’ambito di una politica che Mussolini andava perseguendo con l’obiettivo di rafforzare la posizione di Roma nello scacchiere mediterraneo e più in generale su quello internazionale.

Il presente volume, senza alcuna pretesa di esaustività e di completezza, intende tratteggiare i legami intercorsi tra il territorio spezzino e la guerra di Spagna facendo ricorso a documenti d’archivio, alla stampa coeva ed ai risultati della letteratura. Obiettivo primario del libro è quello di operare una descrizione di come le istituzioni, il fascismo e la cittadinanza spezzini abbiano preso parte ai tragici fatti spagnoli, senza per questo tralasciare riferimenti alla partecipazione del locale mondo antifascista. Su entrambi i fronti in lotta gli spezzini mostrarono attivismo e coraggio: numerosi caddero combattendo, altri furono decorati.

Varie furono le motivazioni che spinsero molti spezzini a partire per la penisola iberica. Chi perché convinto della bontà della crociata contro il comunismo; chi perché fascista convinto; chi perché attratto dai facili guadagni e dalla possibilità di avanzamenti di carriera; per altri il conflitto spagnolo fu al contrario l’occasione per imbracciare le armi e combattere contro quel fascismo che in patria aveva soffocato ogni libera espressione.

Il volume è articolato in sei capitoli. Nel primo capitolo viene rapidamente esposto il percorso che nel luglio 1936 portò alla sollevazione dei generali nazionalisti, con notizie sulle tensioni vissute dalla Spagna dalla seconda metà dell’Ottocento agli anni Trenta del Novecento, tra accenti rivoluzionari e forti contrapposizioni; nel secondo viene narrata la progressiva internazionalizzazione del conflitto, con particolare attenzione per l’aiuto italiano ai nazionalisti spagnoli, il ruolo ricoperto dalla Spezia nella strategia dell’Italia fascista, e i primi riflessi spezzini dello scontro. Nel terzo capitolo viene descritto l’aumento del coinvolgimento italiano nel conflitto, con l’invio sul suolo spagnolo di un imponente contingente di truppe, il suo impiego, le vittorie e le sconfitte, con informazioni sugli spezzini partiti per combattere al fianco dei generali nazionalisti; nel quarto, di contro, sono presenti notizie su taluni spezzini che imbracciarono le armi in difesa della repubblica; il quinto capitolo si sofferma sullo spezzino più illustre, per così dire, che ebbe modo di prendere parte alla guerra di Spagna: il generale Mario Berti, comandante delle truppe italiane dalla fine del 1937. Nel capitolo vengono in particolare elencate le operazioni che sovrintese nella veste di comandante, e il suo ritorno in patria (con i legionari spezzini) sul finire del 1938. Il sesto capitolo, infine, tratta delle ultime fasi dello scontro e dei suoi ultimi riflessi spezzini; una certa attenzione è stata prestata anche all’accoglienza che il generale Berti ricevette una volta rientrato alla Spezia.

Completa il lavoro una cronologia sulla guerra civile spagnola e le sue origini, e sui principali riflessi spezzini del conflitto.

Nicholas Lucchetti

Informazioni aggiuntive

Autore

Nicholas Lucchetti

Anno

2012

Pagine

91

ISBN

9788897070085

L'autore

Nicholas Lucchetti (La Spezia, 1983), dottore di ricerca in Storia, si occupa di storia del colonialismo italiano e di storia locale. È socio dell’Associazione per gli Studi Africani in Italia (Asai). Tra le sue pubblicazioni: La Spezia e il colonialismo italiano, La Spezia, Edizioni Cinque Terre, 2011; Italiani d’Eritrea. 1941-1951 una storia politica, Roma, Aracne, 2012.

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