Belinade

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Potremo senz’altro individuare un sottile filo conduttore che lega tutte le poesie antologizzate, ma non potremo fare a meno di notare – cosa che del resto Giovando stesso ci suggerisce nella suddivisione in sezioni del materiale che ci presenta – come esistano veri e propri blocchi all’interno di questa produzione, che potrebbero per assurdo far pensare ad altrettanti autori. Quel che non possiamo sapere è se ogni blocco corrisponda ad un periodo della vita e della sperimentazione d’Eugenio, oppure se via via, nel corso della sua esperienza poetica, egli abbia di volta in volta e in diversa misura contribuito ad alimentare i diversi gruppi. (…) Un elemento comune a tutta l’opera poetica di Giovando tradisce la sua primigenia estrazione di compositore musicale, di cui è debitore: la sua attenzione al verso, alla musicalità e, quando è il caso, alla metrica. Insomma, la tante volte ripetuta espressione “parole e musica di Eugenio Giovando” si può applicare sia alle canzoni vere e proprie, sia ai suoi canti in versi spezzini.

Autore

Eugenio Giovando

Anno

2004

Pagine

120

ISBN

9788897070474

L'autore

Eugenio Giovando (La Spezia, 1924-2006) è stato scrittore, dialettologo, studioso e ricercatore della cultura e delle tradizioni locali. Numerose le pubblicazioni che portano la sua firma, tra cui Storia del Carnevale Spezzino, Storia dei Ragazzi di Migliarina, C’era una volta Spezia: da Ciclina a Gigion Abossa, Mia nonna cucinava così. È coautore, con Piergiorgio Cavallini, de La Poesia nel Golfo dei Poeti, Antologia dialettale spezzina. Ha ottenuto vari riconoscimenti come il “Premio Eugenio Montale” dell’Accademia Ligure-Apuana, la “Ceccardiana”, della stessa Accademia e l’“Ambrogino d’oro” a Milano. Sue poesie si trovano in diverse antologie e in numerose pubblicazioni come O Lünàio dea Spèza (di cui è stato autore dal 1980 fino alla morte). Ha scritto oltre duecento canzoni, tra le quali O bella Spezia, Buongiorno Golfo dei Poeti, Goodbye Spezia, Alé Aquilotti, A fontana de ciassa Brin, Carlevà dea Spèza, Na feta de fainà, A Spèza de nòte, O testamento d’en vècio spezin, A semo tüti richi, Abracadabra (Zecchino d’Oro), La quadriglia della rana ed altre. Ha ideato, curato e organizzato per trent’anni il Premio nazionale di poesia dialettale “Bèla Spèza”. Con le Edizioni Cinque Terre ha pubblicato, nel 2005, dopo Belinade, il libro di cucina Non solo mes-ciüa.