Il dialetto spezzino dalla A alla S

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Tutti sappiamo che il suono della lingua italiana della zeta sorda e sonora (ozio-zanzara) non esiste nel nostro dialetto (come per la quasi totalità dei dialetti parlati in Liguria). Graficamente i due suoni venivano rappresentati da una “z” sormontata da un punto e da una “s” con lo stesso segno, usando il primo quando sostituisce la “z” di lingua, il secondo quando la pronuncia è la stessa di lingua (rèsa, rosa) ed in altri casi che sarebbe troppo lungo elencare, che sono elencati nel testo. Un vero spezzino, anche se parla in italiano (oltre che a non pronunciare le consonanti doppie) qualche volta rischia di cadere, sia pure momentaneamente ed anche flebilmente, nella pronuncia della “s” anziché della “z”.
Ad ogni modo, sia come sia, il dialetto è quello che è, e mi pare che tutti dovremmo conoscerlo, anche perché, come scrisse Marzia Ratti, “La Spezia ha riscoperto di non essere una meteora calata dalla politica piemontese nel Mar Ligure”. Ora io invito gli spezzini a completare questo “ritrovamento della loro identità” riscoprendo la lingua dei loro predecessori.

Autore

Franco Lena

Anno

2013

Pagine

164

ISBN

9788897070122

L'autore

Franco Lena, nato alla Spezia nel 1927, laureato in giurisprudenza a Pisa, da quando è in pensione si è dedicato alle ricerche sul dialetto spezzino, pubblicando le seguenti opere: Nuovo Dizionario spezzino (1992), Introduzione alla grammatica del dialetto spezzino (1995), Nuova edizione del Saggio di Folclore spezzino di Ubaldo Mazzini con traduzione e note (1997), Vocabolario italiano-spezzino (2000). Nel 1994 gli è stato conferito, dall’Associazione “A. Compagna” di Genova, il “Premio De Martini” per la sua opera di ricerca e di valorizzazione di una parlata ligure. Ha collaborato, per la parte spezzina, al Vocabolario delle Parlate Liguri. È socio e consigliere dell’Accademia di Scienze Capellini della Spezia e “collaboratore di redazione” del quotidiano “Il Secolo XIX”.
Per la sua passione di ricercatore di notizie, aneddoti, curiosità storiche e non della Spezia, è stato coniato per lui il soprannome di “spezzinologo”, al quale tiene moltissimo.