Arsenale

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Per l’Autore l’Arsenale Militare della Spezia fu il volano che mise in moto il processo che determinò il vero e proprio miracolo economico che si realizzò sulle rive del Golfo negli ultimi decenni dell’Ottocento e nei primi del secolo successivo.

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Per l’Autore l’Arsenale Militare della Spezia fu il volano che mise in moto il processo che determinò il vero e proprio miracolo economico che si realizzò sulle rive del Golfo negli ultimi decenni dell’Ottocento e nei primi del secolo successivo.

Dopo aver chiarito i motivi per cui fu costruito l’Arsenale, il libro, come dice nel titolo il capitolo introduttivo, passa ad esaminare due questioni di storiografia spezzina: se l’Arsenale tarpò le ali ad un possibile avvenire turistico del territorio, e se realmente Chiodo nell’aprile 1860 accompagnò Cavour sul colle dei Cappuccini (l’odierno Cristo Re) per mostrargli da lassù la piana di San Vito da lui giudicata ottimale per accogliere la fabbrica militare.

In verità, nota Scaramuccia in merito alla prima questione, nonostante che la sponda occidentale fosse occupata dalla Marina, in quella orientale ci furono impianti turistici nella parte orientale del Golfo che, eccetto San Bartolomeo, era stata lasciata libera da servitù militari: lì si fecero tre grandi stabilimenti balneari e lì poi vennero le fabbriche ed il porto, tutti finanziati da capitale foresto o pubblico. Dove, infatti, l’imprenditoria locale avrebbe trovato risorse per finanziare una “industria del forestiero” (così allora si chiamava il turismo) capace di coinvolgere nel progetto l’intero territorio? Genova, infatti, aveva impedito lo sviluppo di attività che, coltivate negli anni, avrebbero potuto dare vita ad un tesoretto da investire al momento opportuno. Risorse, insomma, non ce n’erano e con le poche che aveva, per la borghesia locale era più conveniente fare affari con la Marina: soldi facili, rischio inesistente, minime risorse da investire.

Per l’altro problema, se davvero Chiodo e Cavour salirono sul colle, il libro propone le due fonti esistenti che però si contraddicono a vicenda. Su di esse la ricerca successiva si è basata appoggiando, però, l’una o l’altra in maniera acritica.

Su questo problema l’Autore insiste soprattutto sul silenzio dei contemporanei che sul fatto tacciono anche se avrebbero dovuto ricordare la presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri alla Spezia. Tuttavia, nel corso della ricerca Scaramuccia ha ritrovato un documento riconducibile a Ubaldo Mazzini che salomonicamente accredita entrambe le versioni di chi sostenne di  avere convinto Cavour a scegliere la piana di San Vito per farvi l’Arsenale.

Autore

Alberto Scaramuccia

Anno

2019

Pagine

132

ISBN

9788885481305

Autore

Alberto Scaramuccia da tempo si interessa a tematiche legate alla migliore conoscenza del territorio spezzino. Soprattutto, rivolge la sua indagine agli anni che vanno dall’apertura dell’Arsenale Militare al successivo sviluppo del territorio spezzino. Lo scopo è di indagare e fare chiarezza su argomenti su cui finora la ricerca non si era esercitata. Fra le sue ultime pubblicazioni: “La Spezia nel suo primo quotidiano”, 2012; “Spezia 1913 – due battesimi”, 2014. Inoltre, è titolare della rubrica settimanale “Una storia spezzina” con cui illustra aspetti del passato della città sul giornale on line “Città della Spezia”.